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B-commerce: e la rivoluzione del commercio elettronico diventa obsoleta

Chief Commercial Officer at Alpian
Rafael Jimenez
Group 7 Articolo, 6 minuti di lettura

Con il Bitcoin ai massimi storici e il recente aggiornamento ETH 2.0 di Ethereum, l’eccitazione generale per le criptovalute ha fatto registrare un nuovo picco. Ma è questo il futuro del commercio come lo conosciamo? Dipende dalla persona a cui lo si chiede. Leader di spicco della finanza, dell’economia, della politica e degli affari hanno definito pubblicamente le criptovalute in ogni modo, paragonandole a “veleno per topi” e “spazzatura senza valore”, o salutando il Bitcoin come “il nuovo oro digitale” ed Ethereum come “il petrolio digitale” con cui alimentare la crescita economica globale nei prossimi decenni. Tuttavia, andando oltre l’altalena delle emozioni e le oscillazioni dei mercati, si arriva alla “blockchain”, ovvero a quella combinazione di protocolli e tecnologia rivoluzionaria che sta alla base non solo delle criptovalute, ma di qualsiasi forma di transazione e bene digitale, dati e molto altro.

Così come non è necessario comprendere il funzionamento interno di un computer, di internet o di uno smartphone per usarli o constatare (a posteriori) l’enorme impatto che hanno avuto, allo stesso modo questo articolo non vuole spiegare cos’è la blockchain (per quello basta vedere le migliaia di articoli e video online), bensì presentare uno dei molti effetti che produrrà sulla nostra vita quotidiana nei decenni a venire.

Oltre ogni immaginazione

Consideriamo il termine b-commerce per il commercio basato sulla blockchain.

La tecnologia blockchain e le criptovalute forniscono modi completamente nuovi non solo di condurre transazioni, ma anche di fare affari e generare profitti. Di fronte a Bitcoin, Ethereum e le migliaia di altre criptovalute, i governi si stanno affrettando a creare le proprie valute digitali della Banca centrale (versione digitale della valuta “fiat” centralizzata attualmente in uso). La CBDC cinese guida la classifica, seguita a distanza dagli Stati Uniti, che sembrano avere difficoltà a colmare il divario.

Nei prossimi anni, assisteremo all’avvento di una specie completamente nuova di aziende, catene di valore, modelli economici e di business, prodotti e servizi che non sono mai esistiti prima, perché irrealizzabili o nemmeno lontanamente immaginabili. Fino a ora.

Alcuni di questi nuovi modelli economici sono astratti e complessi, come l’uso da parte di Commons Stack di curve di legame con token per stabilire “micro-economie basate sui beni comuni che sostengono i beni pubblici.” Ma la blockchain trasformerà fondamentalmente anche molti aspetti essenziali della nostra quotidianità, come votare e pagare le tasse, e persino la nostra identità. La nuova identità digitale di Microsoft utilizza una rete sovrapposta DID (identità digitale) pubblica, senza permessi e decentralizzata, che opera su base Bitcoin e cerca di “fornire un nuovo modo di possedere i nostri dati personali.”

La blockchain, a volte indicata come Internet 3.0, sta facendo per il denaro e la finanza ciò che l’internet delle origini ha fatto per l’informazione.

Blockchain senza catene

Queste aziende, questi modelli commerciali ed economici nasceranno dai numerosi vantaggi della blockchain e dalla capacità di regolare automaticamente le transazioni (alias denaro programmabile) tra due parti qualsiasi, in tempo reale, ovunque, in modo trasparente e verificabile al 100%.

La blockchain, a volte indicata come Internet 3.0, sta facendo per il denaro e la finanza ciò che l’internet delle origini ha fatto per l’informazione.

Il b-commerce comincerà rivoluzionando completamente le industrie esistenti in modi semplici che possiamo già immaginare, come la liquidazione dei sinistri assicurativi o i pagamenti diretti, tra cui il progetto di stablecoin di Facebook, che finora non ha avuto successo. Ciò che sta crescendo a livello esponenziale sono i molti modi che dobbiamo ancora immaginare!

Con Libra, Facebook ha cercato di essere il primo a capovolgere il sistema finanziario globale, ma invece ha dovuto accontentarsi di un approccio più convenzionale al tradizionale mondo finanziario dell’e-commerce, seppure con un qualche avanzamento tecnologico, e ha lanciato i pagamenti WhatsApp in Brasile nel giugno dello scorso anno.

Questa evoluzione (come la maggior parte nel corso della storia) non sarà guidata dagli imprenditori più in vista, perché le loro aziende attirano troppa attenzione e gli interessi commerciali/politici li vincolano a interminabili pastoie burocratiche. Essa sarà piuttosto portata avanti da sviluppatori e uomini d’affari sconosciuti, che stanno gettando le basi della blockchain per il mondo che verrà.

Colmare il divario dell’e-commerce

L’e-commerce ha raggiunto il suo apice tra la metà e la fine degli anni 2010, dopo aver generato la sharing economy. Oggi possiamo trasmettere musica e film in streaming da un’unica enorme libreria condivisa di titoli o trasformare senza problemi la nostra camera degli ospiti (presto anche la nostra auto) in una fonte di reddito.

La sharing economy e la marea di modelli di business rivoluzionari (che devono ancora arrivare) hanno un potenziale assai maggiore, ma i problemi di latenza del sistema dell’e-commerce e la disarticolazione dal sistema finanziario esistente complicano la situazione al momento dell’acquisto. I consumatori si sono abituati all’immediatezza di consegna e uso di servizi in tempo reale con un solo clic e nell’e-commerce la parte dell’esperienza utente che riguarda il pagamento non può tenere il passo, perché manca la possibilità di regolare la transazione all’istante, in qualsiasi momento e ovunque, a costo marginale zero.

A parte la sua chiara mancanza di capacità, una rapida occhiata “sotto il cofano” dell’e-commerce rivelerà una lista ben documentata di problemi e limitazioni come storno di addebiti, frodi con carta di credito, divulgazione dei dati, lunghezza della procedura di pagamento e limiti dei micropagamenti, solo per citarne alcuni. Questo rende l’e-commerce obsoleto e incapace di portarci avanti. Basta pensare alla semplicità di accesso a un prodotto/servizio sul proprio computer o smartphone e a quanto può essere difficile (nonostante tutte le opzioni) e macchinoso pagarlo!

Uno degli ultimi modelli di business dal mondo del b-commerce è l’idea di finanza in tempo reale, fondo o money streaming, ovvero la capacità di trasmettere un pagamento in minuscole parti incrementali di un dollaro ogni secondo (in questo caso DAI, una stablecoin ancorata all’USD), che è ora possibile con le Dapps (app decentralizzate) come Sablier. [vedi immagine sotto]

Il futuro della finanza in tempo reale

Un volto nuovo 

La tecnologia blockchain non è ancora mainstream, ma migliaia di sviluppatori sconosciuti stanno attualmente gettando le basi e i fondamenti per una revisione completa del sistema finanziario globale, dell’infrastruttura e dei binari su cui correranno i prodotti, i servizi e le aziende del b-commerce. Questa infrastruttura è già molto robusta, ma ancora di difficile accesso e comprensione per il consumatore medio. La scintilla che sembra mancare è un punto di ingresso GUI (graphic user interface) facile, una soluzione di crypto wallet che permetta a tutti di aprire un conto, ottenere crypto e iniziare a usarla. L’unica domanda ora è: chi svolgerà il ruolo di crypto hotmail, facendo per il b-commerce quello che hotmail ha fatto per l’e-commerce nel 1996?

Anche se potrebbe essere impossibile immaginare i nuovi tipi di prodotti e servizi, il potenziale esponenziale dell’era del b-commerce che ne deriverà si tradurrà sicuramente in una crescita maggiore di un ordine di grandezza e potrebbe relegare i giganti FAANG di oggi (Facebook, Amazon, Apple, Netflix, Google) al ruolo di gregari.

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Circa l'autore
Rafael Jimenez
Chief Commercial Officer at Alpian

Dal 2012 Rafa ha lanciato più di 10 app fintech, ha fondato e costruito una piattaforma che collega tutte le forme di pagamento in Messico in un'unica app. Per 14 anni, 6 presso McKinsey & Co., ha fornito consulenza a startup, PMI, Fortune 100, governi, organizzazioni internazionali e ONG, su strategia aziendale e Go-To-Market, sviluppo del business e sviluppo di prodotti FinTech. Ha conseguito una laurea in ingegneria elettrica presso UAG MX e un MBA presso HEC Genève. Rafa è appassionato di tutto ciò che è fintech, e passa le estati a fare wakesurf sul lago e gli inverni in montagna a fare snowboard. Gli piace giocare a basket e a tennis nel frattempo.